Un figlio
Ho un bambino da circa 7 ore. E sono già esausta. Avere un figlio comporta una serie di problematiche assai scottanti su cui vorrei portarvi a riflettere:
La sera prima hai svaccato per orario, immissione di sostanze etiliche, comportamenti sessuali impropri? Non importa: ad una certa ti devi alzare e preparare la colazione al piccolo.
Hai lo stomaco in disordine, è domenica. Vorresti mettere sul fuoco l'ennesima caffettiera e invece ti ritrovi a mescere un sugo di tonno.. tra un conato e l'altro
Rientri in forze, finalmente. Sono le quatro e mezza, una vocina stridula ti domanda: "Ma a che ora si fa, qui, merenda?". Con l'espressione di chi è costituzionalmente impreparata:" Ora?". "Ora" ripete la vocina stridula. Suggerendo un menu a base di pane e nutella guadagni qualche punto. Proponendo del latte [classicone delle merende anni'80] ne perdi il doppio.
"Tu vedi smecdaun [non ne immagiono la grafia corretta] ?". Vorresti tanto rispondere: "No, smecdaun non lo vedo, ma guardo certi porno..." E invece resisti e dici solo "Smec... che?" E lì inizia il tuo patibolo, la tua personalissima crocifissione: ti devi sorbire in silenzio una serie di mosse, sedie in faccia, mimesi di gioco, che rimpingi amaramente di non avere tirato fuori tutto quello che sai su Cicciolina e Moana-pace-all'anima-sua.
Al pensiero che il piccolo [ho dimenticato di precisarlo: partorito da un'altra] resterà con me fino a domenica prossima mi si imperla la fronte di sudore. Non credevo che avere un bambino, cioè fare quello che fa una mamma [incarico che nel mio caso si rivela di durata settimanale e lautamente ciorrisposto in euro] fosse così complicato.