lunedì, 19 dicembre 2005

Donna malata

Temo di essere malata.

Il termometro, compagno infingardo, mi attribuisce un misero 36.9: sospetto stia mentendo. 

Ho mal di schiena, mal di stomaco e mal di pancia. E non credo sia imputabile alla focaccina con il salame piccante e mozzarella stagionata. Cosa? Non conoscete la prelibatezza casearia di cui puntulamente mi nutro in pausa pranzo? Oh, poveri voi. Trattasi di una mozzarella bariccata in botti di rovere per tre o quattro giorni, dopo la data di scadenza. Deliziosa e per tanto non può essere, certo lei, la fonte del mio disgusto. Alcuni malinformati attribuiscono il mio  sconquasso stomacale alla merenda di ieri: insalata russa e pane e nutella. Io non mi trovo per nulla in accordo con loro: il dolce-salato è il must dell'autunno.

Ora scappo a prendere un'aspirina: non dovesse fare effetto provvederò con un buon vecchio calfort.

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lunedì, 12 dicembre 2005

Gatta

Oggi mi sono sentita una gatta

Tutto è iniziato in una farmacia di Piazza Scotti. Munita di 20 centesimi mi avvicino alla bilancia e mi spoglio della zavorra. Via giacca, sciarpa, borsa. Facendo attenzione a restare ben dritta aspetto il suono dell'infernale arnese. Per scaramanzia non guardo il display, squarto due uccelli come gli antichi aruspici e raccolgo il bigliettino con il responso. Nero su bianco: 1,67, 57,6 Kg, M.C (massa corporea): 20,8. Perfetta, perfetta. Provo qualcosa simile all'orgasmo quando controllo che l'indice 20,8 sta in quel range [oggi è la seconda volta che dico range, sarà grave?] di valori che va da 20 a 24 e che è etichettato sotto la dicitura "normale". Sì, "normale", ma molto tendende al 20. Sotto il 20, tra il 16 e il 19, c'è  il sottopeso. SOTTOPESO=salsicce, cioccolata, pizza e patatine fritte a volontà.

Stringendo il biglietto fra le mani mi rivesto ed esco. Sembra che le porte scorrevoli della farmacia si aprano meno del dovuto, a sottolineare che per una silfide come me quel poco di spazio basta e avanza. Sono ufficialmente una gatta. Per sancire  il mio pasaggio di stato entro nella bottega di belletti che sta accanto alla farmacia. Decido che una gatta ha bisogno di un rossetto che le evidenzi le labbra e di un tonico che le faccia effetto-pelle-di-pesca. E se con il rossetto volo basso, per il tonico non ho mezze misure. Voglio una marca pomposa: Estee Lauder. Lo voglio senza alcol "Signora, ho la pelle delicata io". La versione Fresh balancing Lotion fa al caso mio.

Porto stivali rasoterra ma mi muovo come se avessi tacchi a stiletto. Ora la gatta deve fare la spesa. Cosa mangia una gatta? La gatta non è light e non è caviale e champagne. Allora scelgo gambi di sedano, un intero cespo. Metto nel carrello "Pasta e ceci alla romana" della Buitoni. Dal panettiere compro pane alle noci. Ecco,questa sì che è una cena da gattona.

Finito le sigarette. Passo dal tabaccaio. Sono irresistibilmente tentata dal bocchino [per disambiguare, vi avverto che non sono solita sbocchinare i tabaccai]. Visto che un bocchino in radica non me lo posso permettere, la gatta in questione non è troppo abbiente, rinuncio: quelli di plastica sono terribili. Camel Light. Esco e ne accendo una. Mi sento Jessica Rabbit.

Sempre sculettando torno a casa. Apparecchio per me, taglio il pane  e cuocio la minestra [dei gambi di sedano non me ne faccio un cazzo, ma sono rischi che si devono correre]. Impiatto la zuppa di ceci e ci metto su un filo di olio a crudo. Mangio guardando la mia soap del cuore, "Un posto al sole". Sono una gatta, mica Madame Curie.

Poi mi chiama mia madre: tutto inizia a precipitare. Mangio due Morbidelli Sperlari ricoperti di cioccolato bianco. Poi ancora due e altri due.  Oddio: la micia che c'è in me graffia, tira su il pelo, si arrende e soccombe. Oddio: non sono più una gatta.

E ORA?

E ORA CHE CAZZO ME NE FACCIO DI UN TONICO DA 20 EURO?

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martedì, 06 dicembre 2005

Sex machine

Adesso provo ad increspare il mare degli ingressi: questa sera la vostra Donna vi parla di musica e sesso. In realtà l'idea è stata rubata ad un blogger di succeso, che spero non se ne avrà a male. Lui voleva stimolare il vostro lobo destro chiedendovi di associare musica e libri. Io cercherò di stimolarvi e basta.

La prima canzone che in assoluto associo al sesso è "Zombie" dei Cranberries. Avevo saltato la prima ora di scuola, mi ero mimetizzata su un autobus pieno di comari, avevo scarpinato per 2 kilometri di strada ripida. Finalmente ero a casa sua. Lui arriva alla porta in pigiama, mi offre strani biscotti impermeabili conservati dalla visita di leva di due giorni prima. Con il mappazzo impermeabile ancora in bocca [trattavasi ancora dei suddetti biscotti] mi porta di sopra: letto a una piazza con lenzuola di topolino.E senza mezze misure si tuffa alla ricerca delle mie mutande. Era il periodo dei Levi's 501 a tutti i costi. Ringrazio il signore per avermi fatta fashion-victim.

La seconda è "Walk on the wild side". Lui era bellissimo, fatta eccezione per uno strano orecchio parabolico che a me faceva simpatia e che lui tentava di nascondere. Detto fra noi gli riusciva pure male. In quel periodo ero in fissa per Lou Reed e questo lo faceva impazzire perchè era stato lui a doppiarmi il primo album, rigorosamente su musicassetta, con tanto di dedica dietro. Sulla dedica non spenderei molte parole, se non che era chiusa dalla dicitura "Con affetto".  E per 2 lunghi mesi, Lou Reed  è stato il sottofondo dei nostri strofinamenti coordinati e continuativi, rigorosamente bianchi. 

La terza è "Non è" di Luca Carboni. A me Carboni è sempre piaciuto, anche se non è mai stato chic. Eravamo a casa sua. Lui aveva organizzato uno di quei festini da B-movie che  si concludono sempre con uno stupro collettivo. Dopo aver ingollato l'ingollabile, mi ritrovo sul suo letto con le braccia all'aria e la maglia sulla faccia. Sotto i vent'anni gli uomini cominciano sempre a spogliarti dall'alto, dopo iniziano dal basso, spesso cercano solo di ricavarsi un pertugio.Comunque: braccia a mezz'aria, maglia sospesa. Fa per stendermi, poi ci ripensa e mi tira su. Sarà stato un istante, venti secondi forse. Il mio vomito è tutto sul suo piumone. Lui si allarma, si schifa, mi scosta, ma non proprio in quest' ordine. Io canticchio Carboni, tento di baciarlo, e mi pulisco il vomitino: proprio in quest' ordine.

La quarta è la "Costruzione di un amore" di Fossati. Ma questa è una storia bella, fatta di lacrime. Questa è una storia che inizia sopra una montagna, in una macchina vecchia. Questa è una storia d'ammore.

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venerdì, 02 dicembre 2005

Il parrucchiere, ovvero, dei Massimi sistemi

Oggi mi sono decisa ad andare dal parrucchiere. Erano giorni che mi aggiravo per Monteverde  e spiavo dentro ai saloni di bellezza. Sì, spaivo. Avete presente quando con circospezione ci si guarda intorno e poi si appoggiano le mani a conchetta sul vetro.Ecco, io stavo con le mai giunte davanti alle vetrine dei  dei parrucchieri del quartiere in attesa di un segno, di un clic, di una scintilla, di quella vocina interiore che ti sussurra "Ehi, è proprio lui il coiffeur dei miei sogni". Invece niente, N-I-E-N-T-E,  non c'è stato verso. Dal momento che la luccicanza mi aveva abbandonato, decido di fare alla vecchia maniera e passo in rassegna i listini prezzi dei "trucco e parrucco" di zona.

E questo è il solo motivo per cui sono finita da "Massimo IL NARCISO": 22 euro taglio, piega e crema. Massimo è uno strano personaggio: ha capelli grigi-ricci-lunghi. Non grigi, lunghi e ricci, ma grigi-ricci-lunghi. Alle sette di sera, quando eravamo solo io e lui nel suo laboratorio, per un attimo ho avuto paura che volesse soffocarmi sotto il casco della permanente.

Già, Massimo è una persona inquietante, una di quelle persone che ti dice: "Se hai problemi di sudorazione del cuoio capelluto ho una soluzione, ma tu non devi lavarti i capelli per quattro giorni così quando li guardo al microscopio vedo le goccioline"  E tu sei costretta a sorridere anche se vorresti rispondere: "Caro, a me non suda il cuoio capelluto, mi sudano i piedi [si fa per dire] e se non li lavo per quattro giorni, quando li guardi al miscroscopio ti si crepa la lente". Sì, avete capito bene, Massimo è una di quelle persone che ti dice: "Tu opti per la condizione no-gel".

Ah, come dite? Non capite a che genere di persone mi riferisco? Beh, allora vi consiglio il mio parrucchiere Massimo: sta in Via Verospi.

 

 

 

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giovedì, 01 dicembre 2005
dadaffs
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giovedì, 01 dicembre 2005

"A tra poco, con una puntata croccante dell'Incudine"

Ansiosamente attendo che il programma emerga dal flusso. Oddio, una puntata croccante, non sto più nella pelle.

"Politica e televisione: questo il tema della nostra puntata"

E bravo Martelli, ancora una volta ci hai fregati, socialista che non sei altro.

L'incudine e il martello 23.45

postato da: donnavidens alle ore 22:47 | Permalink | commenti (7)
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