Gatta
Oggi mi sono sentita una gatta
Tutto è iniziato in una farmacia di Piazza Scotti. Munita di 20 centesimi mi avvicino alla bilancia e mi spoglio della zavorra. Via giacca, sciarpa, borsa. Facendo attenzione a restare ben dritta aspetto il suono dell'infernale arnese. Per scaramanzia non guardo il display, squarto due uccelli come gli antichi aruspici e raccolgo il bigliettino con il responso. Nero su bianco: 1,67, 57,6 Kg, M.C (massa corporea): 20,8. Perfetta, perfetta. Provo qualcosa simile all'orgasmo quando controllo che l'indice 20,8 sta in quel range [oggi è la seconda volta che dico range, sarà grave?] di valori che va da 20 a 24 e che è etichettato sotto la dicitura "normale". Sì, "normale", ma molto tendende al 20. Sotto il 20, tra il 16 e il 19, c'è il sottopeso. SOTTOPESO=salsicce, cioccolata, pizza e patatine fritte a volontà.
Stringendo il biglietto fra le mani mi rivesto ed esco. Sembra che le porte scorrevoli della farmacia si aprano meno del dovuto, a sottolineare che per una silfide come me quel poco di spazio basta e avanza. Sono ufficialmente una gatta. Per sancire il mio pasaggio di stato entro nella bottega di belletti che sta accanto alla farmacia. Decido che una gatta ha bisogno di un rossetto che le evidenzi le labbra e di un tonico che le faccia effetto-pelle-di-pesca. E se con il rossetto volo basso, per il tonico non ho mezze misure. Voglio una marca pomposa: Estee Lauder. Lo voglio senza alcol "Signora, ho la pelle delicata io". La versione Fresh balancing Lotion fa al caso mio.
Porto stivali rasoterra ma mi muovo come se avessi tacchi a stiletto. Ora la gatta deve fare la spesa. Cosa mangia una gatta? La gatta non è light e non è caviale e champagne. Allora scelgo gambi di sedano, un intero cespo. Metto nel carrello "Pasta e ceci alla romana" della Buitoni. Dal panettiere compro pane alle noci. Ecco,questa sì che è una cena da gattona.
Finito le sigarette. Passo dal tabaccaio. Sono irresistibilmente tentata dal bocchino [per disambiguare, vi avverto che non sono solita sbocchinare i tabaccai]. Visto che un bocchino in radica non me lo posso permettere, la gatta in questione non è troppo abbiente, rinuncio: quelli di plastica sono terribili. Camel Light. Esco e ne accendo una. Mi sento Jessica Rabbit.
Sempre sculettando torno a casa. Apparecchio per me, taglio il pane e cuocio la minestra [dei gambi di sedano non me ne faccio un cazzo, ma sono rischi che si devono correre]. Impiatto la zuppa di ceci e ci metto su un filo di olio a crudo. Mangio guardando la mia soap del cuore, "Un posto al sole". Sono una gatta, mica Madame Curie.
Poi mi chiama mia madre: tutto inizia a precipitare. Mangio due Morbidelli Sperlari ricoperti di cioccolato bianco. Poi ancora due e altri due. Oddio: la micia che c'è in me graffia, tira su il pelo, si arrende e soccombe. Oddio: non sono più una gatta.
E ORA?
E ORA CHE CAZZO ME NE FACCIO DI UN TONICO DA 20 EURO?